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Il sesso degli angeli | Le discussioni su Facebook

Da tempo ormai Facebook è diventato il posto delle discussioni tanto accalorate quanto inconcludenti.Le persone si dividono in fazioni e portano avanti le loro posizioni senza avere la reale intenzione di confrontarsi con la controparte, ma solo cercando lo scontro, nella (vana) speranza di imporre la propria opinione a mo’ di verità rivelata.Chiaramente, tali persone non hanno ben chiaro il fatto che le loro (come quelle di tutti) sono soltanto opinioni e non, appunto, verità, non fosse altro perché la Verità (quella con la V maiuscola) non esiste (questa è la mia opinione, ovviamente).
Ecco, allora, il proliferare quotidiano di discussioni, il più delle volte inutili, nelle quali si passano ore a discutere del famoso sesso degli angeli (come se esistessero effettivamente, gli angeli, e fosse determinante conoscerne il sesso!).Discussioni in cui, a volte, si viene tirati in ballo dai partecipanti in qualche loro commento.A quel punto, se si sceglie di partecipare, si è certi di una so…

Il contenuto vince su tutto

Nel 2012, nel post La morte del template, ragionavo sul perché, a mio avviso, l’era del template era finita e, tra le varie cose, affermavo che si stava andando verso la «supremazia della parte contenutistica/comunicativa a scapito di quella grafica/ornamentale». 
Oggi sono sempre più convinto che la partecontenutistica di un sito web abbia definitivamente vinto sulle altre, al punto da rendere inutile non solo il template, ma, sostanzialmente, anche la stessa homepage.
Ormai ai contenuti pubblicati sul web si arriva generalmente o tramite una ricerca su Google, o tramite un link postato su un social network, o tramite la lettura dei feed rss.Come ho già detto in altri post, difficilmente oggi si naviga come si faceva anni fa, ovvero aprendo le varie homepage dei siti preferiti per leggervi le novità.Ora si va direttamente al contenuto desiderato e, poi, si torna alla piattaforma da cui si gestisce la propria navigazione (il motore di ricerca, il social, il lettore di feed rss, la posta…

Diario di un esperimento su Facebook

Si sa che Facebook mostra sulla bacheca dei propri utenti i post in base all'uso che ognuno fa del social, assecondandone i gusti.In altri termini, Facebook mostra a ogni iscritto quei post che, presumibilmente, gradisce vedere, in quanto o pubblicati dalle persone con cui interagisce maggiormente, o perché affini ad altri post che hanno ottenuto in precedenza il suo gradimento.Facebook dà per scontato un uso coerente del mezzo e lo incoraggia.

Effetto Social...

Giornalismo 3.0

Da tempo gli addetti ai lavori si interrogano su come trarre ricavi certi dalla pubblicazione online dei contenuti giornalistici.In gioco ci sarebbe, per alcuni, addirittura la sopravvivenza del giornalismo: senza ricavi, le grandi testate online non potrebbero continuare a esistere così come sono oggi; ovvero, non potrebbero più essere organizzate in grandi e complesse redazioni che si rifanno all’organizzazione del lavoro in uso nelle testate offline.

L'Era degli Influencer

Questa è l’Era degli Influencer.Non ho idea di quanto possa durare, ma è sicuramente il loro momento.Ma chi sono gli Influencer?Il termine indica una galassia assai variegata di persone e non potrebbe essere altrimenti. Semplificando molto, si va da personaggi (vere e proprie star dei social) che hanno milioni di follower sul web e la loro importanza sta tutta nel numero di persone che li segue; a persone con molti ma molti meno follower, ma che basano la loro influenza sulle loro competenze specifiche.Ciò che accomuna gli Influencer, ad ogni modo, è il fatto che chi li segue si fida di loro. Li tratta da amici e da loro sono trattati come amici.La conversazione tra un Influencer e i propri follower non si interrompe mai, perché è la relazione in essere tra i soggetti che fa la differenza tra un Influencer e, mettiamo, un generico giornalista, un blogger o un utente medio dei social.Una relazione che rende l’Influencer un soggetto in grado di influenzare (lo dice il termine) coloro ch…

Fare business con YouTube

YouTube è la piattaforma per gestire i video più famosa del mondo.Su YouTube vengono pubblicati video di ogni sorta e dagli utenti più disparati: dallo Youtuber professionista alle istituzioni; dal brand famoso al consumatore che parla del suo ultimo acquisto; dall’insegnante allo studente; dal cuoco che realizza tutorial alla casalinga che vuole mostrare i propri piatti alle amiche…
Si può scegliere di fare un video e pubblicarlo per le ragioni più disparate: per insegnare qualcosa; per divertire chi lo guarda; per sfogarsi; per documentare; per informare…
Gli utenti che riescono a creare intorno al proprio canale un certo traffico e una community numerosa possono anche scegliere di “monetizzare” i propri contenuti, ovvero di guadagnare con le visualizzazioni (e interazioni) delle pubblicità collegate ai video pubblicati.

Instagram | Comunicare con le immagini

Sono convinto che, al momento, Instagram sia il social network più interessante tra quelli usati maggiormente (Facebook, Twitter, G+, et similia).Lo è perché è di facile utilizzo, in quanto assai intuitivo.si basa sul potere evocativo ed esplicativo delle immagini (e si dice spesso che un’immagine valga più di mille parole…).le immagini possono essere comprese in ogni parte del globo senza bisogno di dover tradurre un testo.favorisce un immediato coinvolgimento. permette di condividere i propri scatti anche sugli altri social.forse più degli altri social stimola la creatività.

Vai subito al punto, grazie!

La nostra, ormai, è una società che comunica per iscritto e, ad esempio, alla telefonata ha, in molti casi, sostituito la chat, magari di gruppo.I messaggi scritti, così, si sono moltiplicati in modo vertiginoso e, progressivamente, si sono anche fatti sempre più lunghi.Se anni fa una chiamata sul cellulare, causa gli alti costi, era garanzia di brevità, oggi chi scrive sembra associare la gratuità con la quale accede alle piattaforme di pubblicazione/condivisione con la possibilità di dilungarsi.

Difficile anche quando è semplice

Il cartello nella foto qui a fianco si trova all’interno di una grande e moderna struttura sanitaria, il nuovo ospedale di Bergamo.Il cartello (un totem) indica la direzione da prendere per recarsi ai negozi presenti all’interno dell’ospedale.Un elenco accompagnato da delle icone.La presenza delle icone credo sia dovuta non a un’esigenza estetica/decorativa, ma a una volontà di essere espliciti nella comunicazione anche verso coloro che non comprendono bene la lingua italiana e, in un ospedale, per vari motivi, sono tante le persone che non la afferrano appieno.Dunque, ben venga l’uso di icone chiare che semplificano ulteriormente un messaggio già di per sé semplice.

Porta la vagina all'UCI Cinemas

In certi locali dove si cerca sesso le persone sono i loro genitali.Ecco, allora, che, quasi sempre, le vagine entrano gratis o pagano un biglietto simbolico; i peni accompagnati da vagine pagano il prezzo scontato; i peni solitari pagano biglietto intero.Il non detto che c’è dietro la promozione pare abbastanza chiaro e non sembra per nulla lusinghiero nei confronti delle donne:se sei un pene in cerca di vagina sappi che hai pagato per averla, quindi non farti scrupoli;se sei una vagina sappi che i peni hanno pagato per te, quindi mollala!In ogni caso, ciò che pare chiaro dalla “comunicazione non espressa” è che la vagina è percepita come una merce di conquista per i peni (non prendendo in alcuna considerazione l’eventualità che vi siano vagine in cerca di vagine o peni in cerca di altri peni).
In certi locali in cui si cerca sesso le persone sono i loro genitali, ma al cinema?Al cinema no! Dai al cinema!Eppure…Eppure in certi giorni e in certi cinema le persone sono i loro genitali.E…

Le bare sulla pista e il lutto in TV

Lo ammetto: ho sempre trovato ributtanti quelle trasmissioni TV in cui vengono intervistati i familiari del morto.La stessa sensazione di ripulsa me la danno i servizi giornalistici dei TG nei quali si intervistano i familiari del morto o, in mancanza della disponibilità dei medesimi ad apparire, i vicini di casa o i negozianti della zona.Trovo la pratica assolutamente deprecabile, in quanto, a mio avviso, addirittura svilente per la professione giornalistica: quale notizia sensazionale si crede di apprendere da quanto ci può dire sul morto il droghiere? (“Era davvero una brava persona e mangiava bio...”)

Renzi strepitoso oratore

Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha scelto Bergamo per dare il via alla campagna per il sì al referendum con il quale si dovrà decidere se confermare o no la Riforma Costituzionale così come è uscita dal Parlamento.Questa mattina, in un gremito Teatro Sociale, Matteo Renzi ha spiegato le ragioni del sì.Non è questa la sede per riportare le parole che il Primo Ministro ha utilizzato per illustrare le sue tesi; né per fare una cronaca puntuale dei fatti o un elenco delle molte personalità che erano presenti in sala (dal Ministro Maurizio Martina, al vicesegretario del PD Lorenzo Guerini; dall’onorevole Elena Carnevali al consigliere della Regione Lombardia nonché ex sindaco di Bergamo Roberto Bruni; dall’attuale sindaco Giorgio Gori, che ha fatto gli onori di casa, al vicesindato Sergio Gandi e tanti altri…).Qui ci si limiterà a guardare all’evento dal punto di vista della comunicazione.