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Visualizzazione dei post da Gennaio, 2009

Oriana Fallaci vs Salvatore Quasimodo

Nel marzo del 1963 Oriana Fallaci (1929 - 2006) intervistò Salvatore Quasimodo (1901 - 1968) per “L'Europeo”.
Dall'intervista – significativamente titolata Ed è subito Nobel – Quasimodo uscì con le ossa rotte: fece, infatti, la figura di una persona biliosa, scontrosa, antipatica, scostante e vendicativa.
Al Premio Nobel per la Letteratura 1959 non piacque la versione dell'intervista pubblicata dalla Fallaci e non lo mandò a dire: in quel medesimo 1963 Quasimodo pubblicò l'epigramma La simpatica scritto contro la giornalista e nel quale il poeta dà un ritratto assai negativo della Fallaci, restituendo al lettore la figura di una zitella umorale che tenta di appagare gli istinti sessuali scaricandoli nella scrittura.
La ricostruzione dell’incontro/scontro tra Oriana Fallaci e Salvatore Quasimodo ad opera dello scrittore e saggista Danilo Ruocco è leggibile nel sito dedicato a Salvatore Quasimodo.

Un libro da leggere e uno no

Il lato oscuro delle Rete di Nicholas Carr pone domande inquietanti sul presente, ma, soprattutto, sul futuro del Web, ormai destinato a essere usufruito come un'unica grande macchina.
Un libro che frena i facili entusiasmi di coloro che esaltano "a prescindere" il progresso tecnologico.
Consiglio una lettura.


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A dispetto del titolo che fa immaginare, a chi volesse leggere il libro, che in Professione blogger si parla della figura del blogger come professione, il volume di PieroSermassi è un libro utile solo ai principianti (coloro che sono proprio al livello zero, ossia totalmente digiuni). Per gli altri è un libro di scarsa utilità. Non è neppure possibile definire Professione blogger un manuale, perché tale libro è molto più vicino all'autobiografia che al manuale strettamente inteso.
Pare, tutto sommato, un'occasione perduta da parte dell'autore che, pure, è uno dei blogger italiani più quotati.

TAG sempre più importanti

Nell'era digitale l'informazione viaggia attraverso pacchetti di bit.
Tali bit possono essere definiti, in base al loro contenuto, grazie ad altri bit che fungono da etichette (altrimenti dette tag).
I contenuti possono essere definiti o in modo del tutto generico (ad esempio indicando solo l'argomento principale e/o l'autore del contenuto e/o il supporto con il quale il contenuto è fruibile, ecc. ecc.), oppure in modo preciso (ovvero dando etichette a singoli parti del contenuto come possono essere i paragrafi di un testo o le sequenze di un video ecc. ecc.).
Etichettare i contenuti facilita la loro fruizione da parte degli utenti in quanto facilita la loro reperibilità. Un contenuto, infatti, può essere fruito o perché lo si è trovato per puro caso, oppure perché si è legati in qualche modo al contenitore che lo diffonde (un blog, un sito web, un canale video, un feed RSS, un giornale...), oppure perché si è fatto ricorso a un motore di ricerca al quale si …

Google lo sa

Sfogliando il numero di gennaio 2009 della rivista di cultura politica in lingua tedesca "Cicero" ho trovato una vignetta molto divertente che fa riflettere chi si occupa di comunicazione.
Nella vignetta chi si sta confessando ammette di avere peccato e il confessore afferma di saperlo già: sta consultando Google!