Il fallimento del webring

Forse qualcuno se li ricorda ancora i webring. Erano (sono) dei circuiti (ring) di siti che si collegavano (si collegano) l’un l’altro in ragione di un qualche punto di contatto (come un tema comune, l’appartenenza dei webmaster a qualche comunità…).

I webring promettevano (e promettono) agli associati un maggior numero di visite al proprio sito, partendo dall’assunto che il navigatore che ha letto il sito di un associato possa voler leggere anche il sito di un altro associato.

L’assunto non era errato in sé, ma poteva valere nell’archeoweb. Non oggi.

Oggi, in genere, non si naviga più come una volta, quando si partiva da un portale o da un sito preferito e si seguivano i vari link, spinti anche dal gusto picaresco dell’avventura.

Oggi, in genere, si parte da un motore di ricerca e, velocemente, si scandagliano le pagine dei primi 5/10 risultati per vedere se contengono ciò che si cercava. Inoltre, con i Feed RSS si resta costantemente aggiornati sulle novità dei siti preferiti e, quando si clicca su un link, in genere si sa più o meno cosa contiene la pagina su cui si viene indirizzati (perché annunciato da chi il link ha creato). Lo stesso vale per quanto attiene ai link segnalati nei social network. Oggi, forse, si naviga con maggiore consapevolezza, traendo gran parte dello svago non dalla navigazione in sé, ma dai contenuti.

Il webring presuppone/va una navigazione random fondata sulla fiducia nei confronti dello sconosciuto gestore del webring stesso, fiducia che, forse, oggi non si è disposti a concedere. La fiducia va a chi si conosce.

Ma il fallimento dei webring non è causato solo dalle abitudini dei navigatori, ma anche da quelle dei webmaster che, oggi, preferiscono compilare personalmente la propria lista di siti da suggerire ai lettori.

In ultimo, non va sottovalutato il fatto che, spesso, l’autore di un blog non ha la possibilità di intervenire sul codice html per poter inserire la stringa necessaria a far funzionare il webring…

Insomma, i webring che ancora sopravvivono hanno tutta l’aria di essere residui di una guerra persa o vezzi di webmaster un po’ snob, amanti del tempo che fu.

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