Quando la scatola evoca il racconto

Oggi è il compleanno di mia madre. Le ho regalato un profumo. Non ne parlerei qui se non fossi stato colpito dalla confezione creata dalla ditta di cosmetici californiana per “impacchettare” la boccetta di profumo.
Di solito le confezioni di profumo si scartano e si gettano. Di solito si fa così con quasi tutte le confezioni, a meno di non essere un collezionista o di non riciclare la scatola come contenitore di altro materiale.
La confezione di questo profumo (“decorata” sia all’esterno, sia all’interno), invece, è pensata per essere tenuta, custodita assieme alla boccetta. Ne è parte integrante e non solo custodia. Essa, infatti, assieme alla fragranza, aiuta la consumatrice a evocare una storia, in quanto le “offre” un contesto. Nel caso specifico, il contesto è quello delle dive del cinema: i profumi creati per questa “linea”, infatti, sono tre e rimandano, anche nel loro nome (Lee Lee, Sophia e Gilda), al mondo delle dive del cinema.
In parole povere, il racconto che la casa di cosmetici evoca nelle consumatrici è chiaro: questo è il profumo e l’ambiente di una diva; tu sei immersa in questo ambiente; tu sei una diva.
Ho regalato a mia madre una vita da diva del cinema!


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