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Visualizzazione dei post da Marzo, 2010

La RAI spegne una voce scomoda

Ieri sera durante la trasmissione di Simona Ventura (L’isola dei famosi) il concorrente Aldo Busi (noto scrittore omosessuale) ha dichiarato, tra l’altro, che il vero problema per la società sono gli omofobi in quanto repressi e ha espresso il dubbio che il Governo Berlusconi non serva, in quanto neppure in grado di varare una semplice riforma fiscale in grado di far pagare le tasse a tutti.
Ovviamente, parlando di omofobia, Aldo Busi – con i modi che gli sono propri e che gli spettatori TV conoscono bene – non ha potuto fare a meno di chiamare in causa il Papa, le cui posizioni omofobe sono altrettanto note della dichiarata omosessualità dello scrittore.
In un Paese normale l’opinione di uno scrittore di fama sarebbe ascoltata, magari contraddetta, ma tutto sarebbe circoscritto nei limiti di una normale dialettica.
In Italia no.
In Italia, coloro che dirigono un servizio pubblico com’è la RAI dimenticano che un servizio pubblico deve favorire la pluralità dell’informazione, d…

La libertà si perde un pezzo alla volta

Ieri a Mentana CondicioEnrico Mentana ha ospitato Giovanni Floris e si è parlato del blocco dei talk show imposto dalla RAI in periodo elettorale (a causa di un discutibile Regolamento sulla Par condicio).
Durante l’intervista, tra l’altro Floris, con un atteggiamento molto pacato, ha fatto notare che «la libertà si perde un pezzo alla volta», ovvero, se ancora non si può parlare di fine della libertà di stampa o della democrazia, la perdita di un “pezzo” è un segnale da non sottovalutare.
Sia detto tra parentesi: anche sul web (la trasmissione va in onda sul sito del “Corriere della Sera”) Mentana dimostra di essere un grande conduttore e un serio professionista.

La società senza polvere

L’attesa dei protagonisti
Inutile negarlo: l’attesa dei nuovi tablet che si dicono in grado di facilitare la nostra vita in mobilità è forte. Un unico dispositivo che ci permetterà, soprattutto, di navigare il web e di leggere libri e documenti, oltre che vedere filmati e fotografie.
C’è davvero bisogno, oggi, di un tale dispositivo? Ovviamente no.
Ciò che promettono di poter fare, oggi viene già fatto da altri dispositivi, anch’essi perfettamente in grado di operare in mobilità, come i cellulari e i pc portatili.
Inoltre, cosa di non poco momento, l’editoria (italiana) non è pronta (per incapacità manifesta) ad abbandonare la carta per abbracciare il digitale.
Eppure l’attesa è molta e indiscutibile: sembra che i consumatori (prezzi permettendo) non aspettino altro che lasciare a casa il libro cartaceo e portarsi in giro il tablet con l’indiscutibile vantaggio di avere con sé sempre un ventaglio di opzioni di lettura/visione praticamente infinito.
I consumatori sembra non aspe…

Chiamiamolo pippo

Nella notte ho visto la prima parte del Chiambretti Night perché mi interessava vedere l’intervista che il padrone di casa avrebbe fatto al divo del porno Rocco Siffredi. Ne sono rimasto abbastanza deluso e, complice anche una certa stanchezza (data l’ora tarda in cui va in onda lo show), me ne sono andato a letto al primo stacco pubblicitario.
Il senso di delusione è nato dall’atteggiamento di Piero Chiambretti intriso di falso puritanesimo al punto da sfiorare il ridicolo.
Infatti, il conduttore, appena Siffredi ha usato la parola “cazzo” per riferirsi al suo (noto) membro virile, ha invitato l’attore porno a chiamare il suo strumento di lavoro “pippo”. Se ciò non bastasse a restare perlomeno perplessi di fronte a tale assurda (e ridicola) richiesta (data sia la nota professione dell’intervistato, sia l’ora non certo da fascia protetta in cui viene trasmesso lo spettacolo), Chiambretti ha invitato Siffredi a non scendere nei particolari nel momento stesso in chi l’attor…