La RAI spegne una voce scomoda

Ieri sera durante la trasmissione di Simona Ventura (L’isola dei famosi) il concorrente Aldo Busi (noto scrittore omosessuale) ha dichiarato, tra l’altro, che il vero problema per la società sono gli omofobi in quanto repressi e ha espresso il dubbio che il Governo Berlusconi non serva, in quanto neppure in grado di varare una semplice riforma fiscale in grado di far pagare le tasse a tutti.

Ovviamente, parlando di omofobia, Aldo Busi – con i modi che gli sono propri e che gli spettatori TV conoscono bene – non ha potuto fare a meno di chiamare in causa il Papa, le cui posizioni omofobe sono altrettanto note della dichiarata omosessualità dello scrittore.

In un Paese normale l’opinione di uno scrittore di fama sarebbe ascoltata, magari contraddetta, ma tutto sarebbe circoscritto nei limiti di una normale dialettica.

In Italia no.

In Italia, coloro che dirigono un servizio pubblico com’è la RAI dimenticano che un servizio pubblico deve favorire la pluralità dell’informazione, delle opinioni e quant’altro e decidono di impedire a una voce fuori dal coro, come è quella di Aldo Busi, di potere essere udita dall’opinione pubblica, non solo nella trasmissione “incriminata”, ma in tutte le trasmissioni dell’emittente.

Una censura globale inammissibile.

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