Chiavo dunque sono innocente


Leggo con un certo sconcerto le dichiarazioni di Silvio Berlusconi a proposito del cosiddetto “Caso Ruby” nel quale è indagato per concussione e prostituzione minorile.
Secondo Berlusconi le accuse sarebbero risibili e le indagini della Procura di Milano effettuate a scopo persecutorio. Una posizione che gli italiani si sentono ripetere per qualunque indagine lo riguardi.
Le dichiarazioni di Berlusconi, però, nel video-messaggio ai “Promotori della Libertà” vanno oltre e sottintendono un sillogismo che si può definire bislacco: chiavo dunque sono innocente.
Dichiara, infatti, Berlusconi:

Del resto io, da quando mi sono separato [...] ho avuto uno stabile rapporto di affetto con una persona che ovviamente era assai spesso con me anche in quelle serate e che certo non avrebbe consentito che accadessero a cena, o nei dopo cena, quegli assurdi fatti che certi giornali hanno ipotizzato.
(Fonte ANSA)

Dunque, secondo la logica berlusconiana, un rapporto stabile con una persona (di cui non si specifica né il sesso, né, soprattutto, l’età), presuppone anche una ferrea monogamia e conseguente fedeltà sessuale. Un rapporto stabile, quindi, secondo la logica berlusconiana, escluderebbe il ricorso alla prostituzione in generale e a quella minorile in particolare. Peccato, però, che nella realtà, ricorrono alla prostituzione molti, moltissimi uomini sposati (dunque impegnati in una relazione stabile).
In più: siccome la “persona” legata da un rapporto stabile a Berlusconi è stata presente, a volte, ad alcune festicciole, escludendo con la propria presenza la trasformazione della festicciola in festino, va da sé, per Berlusconi, che tale trasformazione non si sia verificata nemmeno quando tale “persona” non era presente.
Una linea difensiva, quella di Berlusconi, che, francamente, pare priva di logica e buon senso e che, si ripete, lascia sconcertati proprio perché il falso sillogismo berlusconiano ha qualcosa di delirante che preoccupa.


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