Passa ai contenuti principali

Correggere per non tradire il Web

Chi usa il Web come se fosse di fronte a un foglio di carta, a mio parere, tradisce il Web e le sue potenzialità.
Spesso si vedono post nei quali un errore è cassato (tramite l'uso di caratteri barrati) e fatto seguire dalla versione corretta del testo. Una pratica che ha senso per un appunto su un foglio di carta, ma, secondo me, tradisce un uso poco accorto (e forse svilente) degli strumenti messi a disposizione dalle piattaforme online.
Infatti, non c'è davvero alcuna ragione per non intervenire direttamente sull'errore correggendolo. Si potrebbe ribattere che questioni di correttezza e trasparenza consigliano di mostrare gli errori. A tali obiezioni si risponderebbe che è molto più corretto nei confronti dei propri lettori fornire un testo la cui lettura non obblighi a una sorta di "corsa a ostacoli" tra le correzioni. Si provi a immaginare un testo a stampa in cui venissero riprodotti gli errori segnalati sulle bozze! Sarebbe un testo sciatto e poco o nulla professionale.
Se l'errore fosse stato segnalato in un commento da un lettore (e non scovato direttamente dall'autore), resta invariato quanto finora detto: si corregga l'errore e si segnali nei commenti l'avvenuta correzione, ringraziando per la segnalazione.
Altra cosa, invece, è l'onestà intellettuale di ammettere in uno scritto di essersi sbagliati (o, più semplicemente, di aver cambiato idea) relativamente a un argomento: cancellare l'intero scritto è un'opzione che personalmente non perseguirei, perché mi sembra non essere trasparente. Molto semplicemente farei un'aggiunta al termine dello scritto, segnalandola come un aggiornamento del medesimo, nel quale, tranquillamente, scriverei che il mio pensiero è mutato e direi in che termini. Se il discorso dovesse diventare lungo, scriverei un nuovo contributo e linkerei  tra loro i due post.
In altre parole: per non tradire il Web, penso sia utile pensarlo come un medium “altro” rispetto alla carta e sfruttarne le potenzialità.

Commenti

  1. Mi mette sempre angoscia essere d'accordo con te.. :) Anche se mi pare che la pratica che giustamente biasimi non sia poi così diffusa..

    RispondiElimina
  2. :-) La pratica non è così sporadica come credi..

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

I leader in campagna elettorale (Post tra il serio e il faceto)

A una settimana dal voto (e nel giorno del mio compleanno) esprimo a voce alta qualche sensazione epidermica da elettore medio quale sono sulla campagna elettorale di cui siamo stati “vittime”. Premetto che, dato che i leader sono tutti di sesso maschile, il post prenderà inevitabilmente una certa piega... Se sei di palato fine, allontanati o leggi con bonaria comprensione. Dicevo che i leader sono tutti uomini. Tranne una: tra le fila dei partiti senza speranza, infatti, primeggia Giorgia Meloni, da subito ribattezzata “la bambina” per togliere di mezzo il suo essere donna e, quindi, renderla inoffensiva dal punto di vista del gender. Le altre donne sono state relegate al ruolo di vestali, amazzoni o prostitute a seconda delle propensioni personali o dell’appartenenza politica. Dicevo anche che di questa campagna elettorale siamo stati vittime. Essa, infatti, mi è parsa priva di contenuti e, comunicativamente parlando, stanca e noiosa. Mi pare, infat…

La vignetta maschilista di Vauro pubblicata da una donna

Altrove ho sottolineato come, a mio avviso, una vignetta disegnata da Vauro, all’indomani dell’outing di Lucio Dalla, fosse omofoba (vedi Parole GLBT).  Oggi, pur specificando che, nel complesso, le vignette di Vauro solitamente mi fanno sorridere, torno a scrivere di Vauro per esprimere sdegno per la vignetta, dedicata alla Ministro Fornero, pubblicata da “il manifesto” . Una vignetta brutta che parrebbe denotare un feroce maschilismo da parte di chi l’ha disegnata. Maschilismo e sessismo che giustamente hanno infastidito la Ministro delle Pari opportunità Elsa Fornero che, pubblicamente, ha definito “vergognosa” la vignetta di Vauro. Un maschilismo e sessismo che salta agli occhi: la Fornero è disegnata come fosse una donna di facili costumi che aspetta la telefonata del cliente (Marchionne). Un disegno e un titolo (“La Ministra squillo”) che, a mio avviso, non solo offendono Elsa Fornero, ma anche le donne in genere, le quali vengono pensate come delle prostitute capaci di aspettare te…

Andare oltre l'ebook

Sonia Lombardo in Oltre l’eBook. Guida alla Letteratura 2.0 edito da Smashwords nel 2012 esamina quella che si potrebbe definire la letteratura sperimentale nell’era del Web. Infatti, la Saggista illustra quali sono le forme letterarie che gli scrittori più innovativi stanno sperimentando grazie alla Rete.  Autori che non si accontentano che la loro opera subisca una semplice trasformazione da cartacea a elettronica diventando un ebook, ma che ambiscono a coinvolgere il lettore in nuove esperienze di fruizione e di partecipazione. L’Autrice ricorda che, per come sono pensati oggi gli eReader, per poter sperimentare non è possibile accontentarsi di un ebook, perché questi non offrono una vera partecipazione del lettore. Bisogna andare oltre l’ebook (come dice il titolo del saggio) e usare piattaforme Web e App sempre più innovative, grazie alle quali il lettore può essere coinvolto in un’esperienza di lettura che è anche co-autoriale, oltre che ludica, e che resta unica e diversa da quella…

Porta la vagina all'UCI Cinemas

In certi locali dove si cerca sesso le persone sono i loro genitali. Ecco, allora, che, quasi sempre, le vagine entrano gratis o pagano un biglietto simbolico; i peni accompagnati da vagine pagano il prezzo scontato; i peni solitari pagano biglietto intero. Il non detto che c’è dietro la promozione pare abbastanza chiaro e non sembra per nulla lusinghiero nei confronti delle donne: se sei un pene in cerca di vagina sappi che hai pagato per averla, quindi non farti scrupoli;se sei una vagina sappi che i peni hanno pagato per te, quindi mollala!In ogni caso, ciò che pare chiaro dalla “comunicazione non espressa” è che la vagina è percepita come una merce di conquista per i peni (non prendendo in alcuna considerazione l’eventualità che vi siano vagine in cerca di vagine o peni in cerca di altri peni).
In certi locali in cui si cerca sesso le persone sono i loro genitali, ma al cinema? Al cinema no! Dai al cinema! Eppure… Eppure in certi giorni e in certi cinema le persone sono i loro genitali. E…

Debutto di Cielo

Cielo è la nuova televisione in chiaro del gruppo Sky che si può vedere sia sul digitale terrestre, sia su satellite. Doveva partire il 1° dicembre, ma per motivi burocratici è partita il 16.
Il 16 alle 19 in punto sono iniziate le trasmissioni con l’edizione del telegiornale di Sky TG24.
Dopo il TG hanno trasmesso il primo episodio di una vecchia serie TV: Jarod il Camaleonte e, in seguito, la replica di The Beach con Leonardo Di Caprio.
Una partenza che potrebbe far pensare a Cielo come a un canale in cui saranno trasmesse prevalentemente repliche. Eppure, la presentazione del palinsesto trasmessa dall’emittente in queste ore promette la messa in onda di serie TV mai apparse in televisione e di nuovi programmi.
Perché, allora, iniziare con un’edizione di TG e far seguire delle repliche di programmi e film già visti?
Le risposte possono essere molteplici. La scelta, pare evidente, è stata sicuramente ragionata e non lasciata al caso.
Si prova a dare qualche risposta frutto d…