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Visualizzazione dei post da Maggio, 2012

La morte del template

Chi mi segue si è sicuramente accorto che la parte grafica dei template che uso per i miei siti è ridotta al minimo o, addirittura, assente. Sono, infatti, un tipo iper-minimalista e il massimo che mi concedo è un paio di gif animate! Ho sempre avuto un certo fastidio, navigando, di fronte a quei siti che si presentano ai lettori con grafiche scintillanti a mo’ di vetrina di pasticceria. Penso, infatti, forse sbagliando, che dentro un pacco particolarmente elaborato il contenuto perda di importanza. Mentre sono convinto che un fornaio fidelizzi i suoi clienti per il buon odore che c’è nel suo negozio e per il pane fresco che propone. Ecco, io ho sempre tentato di regalare delle oneste e fresche michette a chi ha la bontà di leggere quanto scrivo. Ho, in altre parole, privilegiato i contenuti, cercando di usare dei template che favorissero la loro leggibilità.
Oggi, navigando, a differenza di quanto avveniva non molti anni fa, ho come l’impressione che la sbornia per i template elaborati,…

Magazine 2.0

Al Salone del Libro di Torino abbiamo intervistato Daniele Smaltini e Tamara Gavina di "CoolTo", rivista sia cartacea, sia per iPad.

Aldo Giovanni e Giacomo ritoccati per Wind

Aldo, Giovanni e Giacomo non sono certo alti uguale. È cosa nota.
Risulta, quindi, misteriosa la ragione per la quale in alcune foto della campagna Wind essi sembrano avere la stessa altezza grazie al fatto che Giacomo è su un rialzo cancellato dalla foto con un banale fotoritocco.
Dunque, se tutti sanno che i tre non sono alti uguali, perché fingere che lo siano? I bassi, forse, fanno vendere poco?

Quando il Web adotta vecchie logiche da carta stampata

Spesso, leggendo quanto postato sui blog che seguo, ho l’impressione che molti blogger siano ancorati, nel pubblicare i loro contenuti, a vecchie logiche da carta stampata, tradendo, in tal modo, le molteplici possibilità che il Web 2.0 offre a tutti noi.
Alcune di tali logiche le ho già ricordate in questo blog. Ad esempio,
la rincorsa ai grandi numeri che è una logica da ritorno economico o meglio, dati i tempi, da copertura delle spese di stampa che, per ovvie ragioni, sul Web non ha ragione di esistere. Inoltre, resto convinto che il Web trovi la propria forza paradossale nella democraticità delle piccole community (vedi Piccoli numeri preziosi).la forzata periodicità con cui alcuni pubblicano, indipendentemente dalla reale spinta a trattare un determinato argomento (vedi Periodicità superata).il pensare ai propri lettori soltanto come a dei destinatari passivi e non come a coloro che potranno - volendo - partecipare attivamente alla crescita del blog (vedi La società senza polvere)…