La violenza sulle donne diventa visibile

Anna Laura Millacci
Negli ultimi mesi, giustamente, si sta sollevando il velo di omertà che ha coperto, per troppi anni, la violenza perpetrata sulle donne dai loro mariti, compagni, fidanzati, ex in genere.
Si è inventato anche un termine per definire le donne vittime di omicidio: femminicidio.
Le storie che i mass media ci raccontano sono tutte raccapriccianti. E quasi tutte riferiscono di donne che hanno tentato di ribellarsi alle violenze dei loro uomini ed ex.
Oggi, 19 luglio, si apprende una storia che, credo, farà assai discutere, perché protagonisti ne sono personaggi pubblici e, a loro modo, famosi: il cantante Massimo Di Cataldo e la sua ex compagna e madre di sua figlia, l’artista Anna Laura Millacci (in arte ALM) che lo accusa di averla picchiata ripetutamente fino a causarle anche un aborto.
Di Cataldo (sul suo profilo Facebook) nega le accuse che la Millacci gli ha rivolto a mezzo Facebook (e, si spera, anche tramite denuncia legale, in modo che la magistratura possa indagare e fare luce sulle responsabilità), pubblicando anche delle foto in cui appare gonfia di botte.

La smentita di Di Cataldo

Una delle didascalie alle foto dice:
Queste foto che ho postato sono di venti giorni fa. Ho pensato a lungo se farlo o meno. Ma credo nella dignità e nel rispetto delle donne. Ci sono donne che ogni giorno subiscono violenze e continuano a perdonare. Io il signor di Cataldo, faccia d'angelo e aspetto da bravo ragazzo l'ho perdonato tante volte. Anche quando ero incinta mi ha picchiata e rosalù é un miracolo sia nata. Questa volta le botte me le ha date al punto da farmi abortire il figlio che portavo in grembo. Io non ho un carattere facile e le liti possono accadere. Ma mai nessun uomo potrà mai più farmi questo a me e alla vita. E spero che questo outing e sputtanamento punblico (sic) sia utile a tutte quelle donne che subiscono uomini che sembrano angeli e poi ci riducono così.
Una delle foto pubblicate dalla Millacci
Non è compito di questo blog e di chi lo scrive stabilire quale sia la verità dei fatti.
Si segnala la notizia e se ne parla perché si ritiene (forse a torto) che la vicenda possa diventare una sorta di spartiacque: una drastica presa di coscienza collettiva, proprio perché essa coinvolge personaggi pubblici che non lasciano indifferenti.
Un fatto che ha tutte le caratteristiche per tenere banco sui mezzi di comunicazione di massa.

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