1 settimana senza Mi piace

Uso Facebook tutti i giorni e, quando leggo qualcosa che mi colpisce, metto “Mi piace” sia per segnalare che, appunto, il contenuto del post mi piace (e/o mi ha colpito e/o lo condivido e/o mi ha stimolato intellettualmente, e/o mi ha divertito… e/o, semplicemente, è stata una lettura/visione piacevole), sia per segnalare una vicinanza a chi il post ha pubblicato.

Sappiamo tutti che Facebook vive di “Mi piace”: il feed personale di ognuno di noi utenti varia proprio a seconda dei “Mi piace” che mettiamo di volta in volta. 
In altre parole, Facebook gratifica i nostri gusti personali mostrandoci ciò che, presumibilmente, ci piacerà leggere e vedere. Ci conferma nelle nostre opinioni (mostrandoci ciò che è vicino ai nostri gusti) e, ciò facendo, rinforza le nostre convinzioni. E tale meccanismo, pare proprio… ci piaccia!

Ripeto: da utente medio di Facebook, clicco spesso su “Mi piace”.

Stimolato dalla lettura dell’esperimento condotto da Mat Hanon, redattore di “Wired”, che, per 48 ore di fila ha cliccato “Mi piace” su qualunque contenuto Facebook gli mostrasse (con la sola eccezione dell’annuncio della morte di un parente di un amico), mi sono chiesto se, al contrario, io sarei capace, per una settimana, di non cliccare su “Mi piace”.
Per una settimana, dunque, tenterò di non far sapere ai miei amici che i loro contenuti mi hanno colpito, che mi sono piaciuti, che sono loro vicino, che li ho letti/visti.
Ci riuscirò? E quante eccezioni farò e per quale motivo?
E, in seconda istanza, sarò capace di accorgermi dei cambiamenti che, nel frattempo, si saranno verificati nel feed che Facebook mi confezionerà? (Ricordo, a tale proposito che il feed di Mat Hanon, a furia di “Mi piace” incondizionati, è cambiato radicalmente).

Se vuoi sapere il resto della storia… stay tuned (come dicono quelli bravi) e non mancare di cliccare… su “Mi piace”! ;-)

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