La gabbia di Paragone - #7ggla7

Gianluigi Paragone

Ieri sera ho visto per la prima volta La gabbia di Gianluigi Paragone.
Si tratta di un programma a metà tra l’approfondimento e l’intrattenimento.

La puntata di ieri ha trattato diversi argomenti di attualità, ma nessuno di loro è stato approfondito adeguatamente. 

Se i servizi giornalistici con i quali gli argomenti sono stati introdotti al pubblico e agli ospiti, mediamente, erano di buona qualità, non così i commenti degli ospiti in studio che, a tratti, mi hanno lasciato davvero sconcertato, come quando si è parlato di prostituzione. 
A parte il fatto che molti ospiti si sono prodotti in banalità desolanti, l’atteggiamento generale con il quale l’argomento proposto è stato affrontato era divertito. Con un linguaggio da suburra, tra una battuta e l’altra, si è parlato di prostituzione come se si fosse al bar dello sport e nessuno ha davvero detto qualcosa di significativo.
Non è andata meglio agli altri temi che si sono susseguiti.
Resta da capire la ragione per la quale gli ospiti presenti ieri in studio siano stati chiamati a parlare di certi argomenti. Sono esperti in materia? 

Va riconosciuto il merito a Paragone di “essere sul pezzo”: gli argomenti proposti erano davvero d’attualità, come, ad esempio, il fatto che nel PIL ora vengano conteggiati anche i proventi derivati dalla prostituzione e dallo spaccio di droga; o i rapporti tra Renzi e i poteri forti; o l’uscita dell’iPhone 6.
Peccato che, per quanto detto, siano state delle occasioni perse.

In definitiva, La gabbia di Paragone mi ha lasciato la sensazione di aver sprecato la serata e difficilmente vedrò un’altra puntata.

Stasera seguirò Piazza pulita.

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