Passa ai contenuti principali

Sul Web la Censura è di casa

Giustamente c’è stata un’ondata di indignazione generale per il fatto che alcune statue esposte ai Musei Capitolini di Roma sono state censurate, nel modo noto a chiunque, in occasione della visita del Presidente iraniano Hassan Rouhani.
La censura nei confronti della rappresentazione del corpo umano che quelle statue danno è un fatto di inaudita gravità per una serie di motivi, tra i quali basti ricordare il fatto che, censurando quelle statue si è, di conseguenza, censurata tutta la nostra (dell’Occidente) identità culturale (e scusate se è poco!).

Ciò che però si tace è il fatto che, sul Web che tutti noi occidentali frequentiamo con assiduità, la censura della rappresentazione del corpo umano è attuata, dai grandi operatori del settore, con sistematica solerzia.
Lo sanno bene tutti i fotografi di nudo (maschile e femminile) a cui è impedito di pubblicare sui social network le loro fotografie (in molti casi vere e proprie opere d’arte), perché i social più diffusi impediscono la pubblicazione di foto di nudo!
Lo sanno bene tutti coloro che, sui propri profili social, pur non essendo dei fotografi professionisti, hanno postato la foto di loro stessi come mamma li ha fatti (sì, nasciamo nudi e non vestiti!). Ebbene, le loro foto sono state rimosse e i loro profili, spesso, bloccati per diverse ore o giorni.

In altre parole, i grandi operatori del settore (Facebook e Google, per fare due nomi) considerano la rappresentazione del corpo umano da censurare perché, a loro dire, offenderebbe la sensibilità di non si sa bene quali anime candide.
Ma pensare che il corpo umano vada censurato, significa credere che esso rappresenti il Male.
Significa credere che la Bellezza (i cui canoni sono fissati a partire dal corpo umano nudo) è il Male.
Ma come può il nostro corpo essere il Male?
Come si può credere davvero che il nudo possa essere censurato perché offensivo?
Forse, la pornografia può essere in grado di urtare la virginale sensibilità di qualcuno (certo non la mia). 
Ma, come ripeto spesso, il nudo non è pornografia!

In definitiva, chi censura il nudo, a mio avviso, commette un grosso errore.

Commenti

  1. Hai ragione, Caro Danilo. Ma tanto salterà al massimo un funzionario del cerimoniale. Renzi non ammetterà mai di avere preso un abbaglio, così come a Firenze. Siamo oramai, e qui mi collego ai social network, alla negazione dell'uomo. Anticamera dell'auto distruzione dell'essere umano e della sua intelligenza e dei progressi fatti soprattutto nel XX secolo.

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

I leader in campagna elettorale (Post tra il serio e il faceto)

A una settimana dal voto (e nel giorno del mio compleanno) esprimo a voce alta qualche sensazione epidermica da elettore medio quale sono sulla campagna elettorale di cui siamo stati “vittime”. Premetto che, dato che i leader sono tutti di sesso maschile, il post prenderà inevitabilmente una certa piega... Se sei di palato fine, allontanati o leggi con bonaria comprensione. Dicevo che i leader sono tutti uomini. Tranne una: tra le fila dei partiti senza speranza, infatti, primeggia Giorgia Meloni, da subito ribattezzata “la bambina” per togliere di mezzo il suo essere donna e, quindi, renderla inoffensiva dal punto di vista del gender. Le altre donne sono state relegate al ruolo di vestali, amazzoni o prostitute a seconda delle propensioni personali o dell’appartenenza politica. Dicevo anche che di questa campagna elettorale siamo stati vittime. Essa, infatti, mi è parsa priva di contenuti e, comunicativamente parlando, stanca e noiosa. Mi pare, infat…

La vignetta maschilista di Vauro pubblicata da una donna

Altrove ho sottolineato come, a mio avviso, una vignetta disegnata da Vauro, all’indomani dell’outing di Lucio Dalla, fosse omofoba (vedi Parole GLBT).  Oggi, pur specificando che, nel complesso, le vignette di Vauro solitamente mi fanno sorridere, torno a scrivere di Vauro per esprimere sdegno per la vignetta, dedicata alla Ministro Fornero, pubblicata da “il manifesto” . Una vignetta brutta che parrebbe denotare un feroce maschilismo da parte di chi l’ha disegnata. Maschilismo e sessismo che giustamente hanno infastidito la Ministro delle Pari opportunità Elsa Fornero che, pubblicamente, ha definito “vergognosa” la vignetta di Vauro. Un maschilismo e sessismo che salta agli occhi: la Fornero è disegnata come fosse una donna di facili costumi che aspetta la telefonata del cliente (Marchionne). Un disegno e un titolo (“La Ministra squillo”) che, a mio avviso, non solo offendono Elsa Fornero, ma anche le donne in genere, le quali vengono pensate come delle prostitute capaci di aspettare te…

Andare oltre l'ebook

Sonia Lombardo in Oltre l’eBook. Guida alla Letteratura 2.0 edito da Smashwords nel 2012 esamina quella che si potrebbe definire la letteratura sperimentale nell’era del Web. Infatti, la Saggista illustra quali sono le forme letterarie che gli scrittori più innovativi stanno sperimentando grazie alla Rete.  Autori che non si accontentano che la loro opera subisca una semplice trasformazione da cartacea a elettronica diventando un ebook, ma che ambiscono a coinvolgere il lettore in nuove esperienze di fruizione e di partecipazione. L’Autrice ricorda che, per come sono pensati oggi gli eReader, per poter sperimentare non è possibile accontentarsi di un ebook, perché questi non offrono una vera partecipazione del lettore. Bisogna andare oltre l’ebook (come dice il titolo del saggio) e usare piattaforme Web e App sempre più innovative, grazie alle quali il lettore può essere coinvolto in un’esperienza di lettura che è anche co-autoriale, oltre che ludica, e che resta unica e diversa da quella…

Porta la vagina all'UCI Cinemas

In certi locali dove si cerca sesso le persone sono i loro genitali. Ecco, allora, che, quasi sempre, le vagine entrano gratis o pagano un biglietto simbolico; i peni accompagnati da vagine pagano il prezzo scontato; i peni solitari pagano biglietto intero. Il non detto che c’è dietro la promozione pare abbastanza chiaro e non sembra per nulla lusinghiero nei confronti delle donne: se sei un pene in cerca di vagina sappi che hai pagato per averla, quindi non farti scrupoli;se sei una vagina sappi che i peni hanno pagato per te, quindi mollala!In ogni caso, ciò che pare chiaro dalla “comunicazione non espressa” è che la vagina è percepita come una merce di conquista per i peni (non prendendo in alcuna considerazione l’eventualità che vi siano vagine in cerca di vagine o peni in cerca di altri peni).
In certi locali in cui si cerca sesso le persone sono i loro genitali, ma al cinema? Al cinema no! Dai al cinema! Eppure… Eppure in certi giorni e in certi cinema le persone sono i loro genitali. E…

Debutto di Cielo

Cielo è la nuova televisione in chiaro del gruppo Sky che si può vedere sia sul digitale terrestre, sia su satellite. Doveva partire il 1° dicembre, ma per motivi burocratici è partita il 16.
Il 16 alle 19 in punto sono iniziate le trasmissioni con l’edizione del telegiornale di Sky TG24.
Dopo il TG hanno trasmesso il primo episodio di una vecchia serie TV: Jarod il Camaleonte e, in seguito, la replica di The Beach con Leonardo Di Caprio.
Una partenza che potrebbe far pensare a Cielo come a un canale in cui saranno trasmesse prevalentemente repliche. Eppure, la presentazione del palinsesto trasmessa dall’emittente in queste ore promette la messa in onda di serie TV mai apparse in televisione e di nuovi programmi.
Perché, allora, iniziare con un’edizione di TG e far seguire delle repliche di programmi e film già visti?
Le risposte possono essere molteplici. La scelta, pare evidente, è stata sicuramente ragionata e non lasciata al caso.
Si prova a dare qualche risposta frutto d…