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Renzi strepitoso oratore

Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha scelto Bergamo per dare il via alla campagna per il sì al referendum con il quale si dovrà decidere se confermare o no la Riforma Costituzionale così come è uscita dal Parlamento.
Questa mattina, in un gremito Teatro Sociale, Matteo Renzi ha spiegato le ragioni del sì.
Non è questa la sede per riportare le parole che il Primo Ministro ha utilizzato per illustrare le sue tesi; né per fare una cronaca puntuale dei fatti o un elenco delle molte personalità che erano presenti in sala (dal Ministro Maurizio Martina, al vicesegretario del PD Lorenzo Guerini; dall’onorevole Elena Carnevali al consigliere della Regione Lombardia nonché ex sindaco di Bergamo Roberto Bruni; dall’attuale sindaco Giorgio Gori, che ha fatto gli onori di casa, al vicesindato Sergio Gandi e tanti altri…).
Qui ci si limiterà a guardare all’evento dal punto di vista della comunicazione.

Innanzitutto va detto che Matteo Renzi si è presentato al pubblico arrivando dalla platea. Non so se è stato voluto o no, ma il fatto che non sia apparso sul palcoscenico arrivando dal retro, ha dato subito un senso di vicinanza tra lui e il pubblico che non ci si aspetta da un Primo Ministro.

Il senso di vicinanza è stato mantenuto vivo durante tutto l’intervento di Renzi e questo è sicuramente voluto.
Renzi, infatti, ha un modo di porsi “caldo”: per quanto alcuni lo giudichino arrogante, in realtà Renzi è un oratore che sa “avvolgere” il suo uditorio, e non parla mai ponendosi in una posizione di superiorità, ma sempre facendo credere, a chi lo ascolta, di essere un suo pari.

Non usa mai tecnicismi (e sta parlando di una Riforma della Costituzione!), ma sempre parole assolutamente comprensibili da tutti. Ciò non toglie che riesce a spiegare in modo puntuale quelle che, a suo avviso, sono le migliorie che la Riforma ha portato alla Costituzione.

Pur ricorrendo spesso, nelle sue frasi, a degli incisi che possono, a prima vista, non essere attinenti con il discorso principale, in realtà non si discosta mai dal suo obiettivo: ovvero quello di spiegare la Riforma e di convincere l’uditorio della sua validità. 
Gli incisi alleggeriscono e danno modo all’uditorio di allentare la concentrazione, ma non distolgono l’oratore da ciò che vuole dire. Sono sempre assolutamente funzionali.

Il discorso di Renzi è, ovviamente, diviso in punti.
Se lo si stesse leggendo, ogni paragrafo, molto probabilmente, avrebbe un titolo autonomo.
Il Renzi oratore, per distinguere un paragrafo dall’altro, fa uso delle slide. Sono i suoi titoli. Un modo per dire a chi lo ascolta che è passato al punto seguente. Un ottimo modo.

Infine, due parole sulla gestualità: sobria. Non si sbraccia come fosse a un comizio di piazza. I suoi gesti sono calibrati e televisivi. Sa, Renzi, di essere ripreso e pur parlando rivolgendosi al pubblico presente in sala, la sua gestualità tiene conto anche del pubblico televisivo.

In conclusione, Renzi è un oratore strepitoso, oltre ad essere assai preparato sulla materia (anche a livello storico), è assolutamente convincente. 
Un leader.

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