Passa ai contenuti principali

Diario di un esperimento su Facebook

Si sa che Facebook mostra sulla bacheca dei propri utenti i post in base all'uso che ognuno fa del social, assecondandone i gusti.
In altri termini, Facebook mostra a ogni iscritto quei post che, presumibilmente, gradisce vedere, in quanto o pubblicati dalle persone con cui interagisce maggiormente, o perché affini ad altri post che hanno ottenuto in precedenza il suo gradimento.
Facebook dà per scontato un uso coerente del mezzo e lo incoraggia.

Ma che succede se se ne fa un uso incoerente?
Ovvero, che succede se si mette un Like a un post di un utente e poi si chiede a Facebook di non mostrare più i post di quel medesimo utente?
Che succede se si sceglie di non seguire più tutti o quasi tutti i propri “amici”?
E come reagiranno i propri “amici” nel momento in cui si accorgono che non li si segue più?

6.01.17
  • Inizio a chiedere a Facebook di non seguire più molti dei miei amici. Facebook avverte che resterò comunque “amico” di quell’utente, ma i suoi post non verranno più visualizzati sulla mia bacheca.
  • Al momento ho 934 amici.
8.01.17
  • Mi accorgo che sulla mia bacheca appaiono post di persone che non ho tra gli amici: vengono pescati da Facebook in base ai dati del mio profilo: ad esempio, visualizzo post pubblicati dagli enti e istituzioni di Bergamo, in quanto risulta dal mio profilo che vivo a Bergamo e mi appaiono anche i post di Lady Gaga, in quanto, forse, ho da qualche parte scritto che mi piace…
  • Ho l’impressione che molti degli “amici” che ho scelto di non seguire più dalla app del mio smartphone, mi vengano comunque proposti nella bacheca quando mi collego dal Web.
  • Vengo colto da un senso di noia in quanto mi vengono proposti i post di persone con cui io non ho praticamente mai interagito pur essendo nell’elenco dei miei “amici” e che io neppure so chi siano. Ho la tentazione di interrompere l’esperimento, ma mi impongo di continuare per almeno un mese.
10.01.17
  • Siccome sui diversi device che uso mi vengono proposti i post di persone che ho già scelto di non seguire, sono quasi certo che per Facebook ogni device faccia storia a sé. La qual cosa avrebbe anche un senso: sullo smartphone potrei voler seguire colleghi di lavoro, mentre dal PC gli amici…
  • Oppure l’altra ipotesi che si fa strada è che Facebook non tenga in alcun conto delle mie richieste di non seguire più alcuni “amici”. 
  • Oppure potrebbe propormi i loro post perché un tempo mi piacevano. In tal caso, me li starebbe suggerendo come possibili “amici” da ri-seguire.
  • Il senso di noia si fa sempre più concreto, tanto che accedo sempre meno alla app che ho sullo smartphone.
  • Torna il desiderio di interrompere l’esperimento o di ridurlo a una sola settimana.

11.01.17
  • Mi accorgo di aver commesso un errore: non ho scritto i nomi degli “amici” che ho scelto di non seguire. Questo vuol dire che, avendo agito assolutamente a caso, per riportare tutto al punto di partenza mi ci vorrà molto tempo.
  • Smetto di “non seguire” altri utenti.
  • Ore 18.08: mi arriva via WhatsApp un messaggio da un caro amico che mi dice di andare subito sulla bacheca di Alessandro Rizzo perché potrebbe essere morto prematuramente. Purtroppo i nostri timori sono confermati. Da quel momento questo esperimento perde di significato, anche perché inizia un vero e proprio super-utilizzo di Facebook da parte mia che inizio a interagire con tante persone, sia che conosco personalmente (e che, presumibilmente avevo scelto di “non seguire” per questo esperimento), sia che neppure ho tra gli “amici”, ma che sono stati “amici” di Alessandro.
Conclusione
Se posso trarre delle conclusioni da quanto ho tentato di sperimentare, direi che, per me, “non seguire” le bacheche dei miei amici rende Facebook terribilmente noioso. 
Molto più noioso di quanto non sia di solito.

P.S. Continuo ad avere 934 amici.

Commenti

Post popolari in questo blog

I leader in campagna elettorale (Post tra il serio e il faceto)

A una settimana dal voto (e nel giorno del mio compleanno) esprimo a voce alta qualche sensazione epidermica da elettore medio quale sono sulla campagna elettorale di cui siamo stati “vittime”. Premetto che, dato che i leader sono tutti di sesso maschile, il post prenderà inevitabilmente una certa piega... Se sei di palato fine, allontanati o leggi con bonaria comprensione. Dicevo che i leader sono tutti uomini. Tranne una: tra le fila dei partiti senza speranza, infatti, primeggia Giorgia Meloni, da subito ribattezzata “la bambina” per togliere di mezzo il suo essere donna e, quindi, renderla inoffensiva dal punto di vista del gender. Le altre donne sono state relegate al ruolo di vestali, amazzoni o prostitute a seconda delle propensioni personali o dell’appartenenza politica. Dicevo anche che di questa campagna elettorale siamo stati vittime. Essa, infatti, mi è parsa priva di contenuti e, comunicativamente parlando, stanca e noiosa. Mi pare, infat…

La vignetta maschilista di Vauro pubblicata da una donna

Altrove ho sottolineato come, a mio avviso, una vignetta disegnata da Vauro, all’indomani dell’outing di Lucio Dalla, fosse omofoba (vedi Parole GLBT).  Oggi, pur specificando che, nel complesso, le vignette di Vauro solitamente mi fanno sorridere, torno a scrivere di Vauro per esprimere sdegno per la vignetta, dedicata alla Ministro Fornero, pubblicata da “il manifesto” . Una vignetta brutta che parrebbe denotare un feroce maschilismo da parte di chi l’ha disegnata. Maschilismo e sessismo che giustamente hanno infastidito la Ministro delle Pari opportunità Elsa Fornero che, pubblicamente, ha definito “vergognosa” la vignetta di Vauro. Un maschilismo e sessismo che salta agli occhi: la Fornero è disegnata come fosse una donna di facili costumi che aspetta la telefonata del cliente (Marchionne). Un disegno e un titolo (“La Ministra squillo”) che, a mio avviso, non solo offendono Elsa Fornero, ma anche le donne in genere, le quali vengono pensate come delle prostitute capaci di aspettare te…

Andare oltre l'ebook

Sonia Lombardo in Oltre l’eBook. Guida alla Letteratura 2.0 edito da Smashwords nel 2012 esamina quella che si potrebbe definire la letteratura sperimentale nell’era del Web. Infatti, la Saggista illustra quali sono le forme letterarie che gli scrittori più innovativi stanno sperimentando grazie alla Rete.  Autori che non si accontentano che la loro opera subisca una semplice trasformazione da cartacea a elettronica diventando un ebook, ma che ambiscono a coinvolgere il lettore in nuove esperienze di fruizione e di partecipazione. L’Autrice ricorda che, per come sono pensati oggi gli eReader, per poter sperimentare non è possibile accontentarsi di un ebook, perché questi non offrono una vera partecipazione del lettore. Bisogna andare oltre l’ebook (come dice il titolo del saggio) e usare piattaforme Web e App sempre più innovative, grazie alle quali il lettore può essere coinvolto in un’esperienza di lettura che è anche co-autoriale, oltre che ludica, e che resta unica e diversa da quella…

Porta la vagina all'UCI Cinemas

In certi locali dove si cerca sesso le persone sono i loro genitali. Ecco, allora, che, quasi sempre, le vagine entrano gratis o pagano un biglietto simbolico; i peni accompagnati da vagine pagano il prezzo scontato; i peni solitari pagano biglietto intero. Il non detto che c’è dietro la promozione pare abbastanza chiaro e non sembra per nulla lusinghiero nei confronti delle donne: se sei un pene in cerca di vagina sappi che hai pagato per averla, quindi non farti scrupoli;se sei una vagina sappi che i peni hanno pagato per te, quindi mollala!In ogni caso, ciò che pare chiaro dalla “comunicazione non espressa” è che la vagina è percepita come una merce di conquista per i peni (non prendendo in alcuna considerazione l’eventualità che vi siano vagine in cerca di vagine o peni in cerca di altri peni).
In certi locali in cui si cerca sesso le persone sono i loro genitali, ma al cinema? Al cinema no! Dai al cinema! Eppure… Eppure in certi giorni e in certi cinema le persone sono i loro genitali. E…

Debutto di Cielo

Cielo è la nuova televisione in chiaro del gruppo Sky che si può vedere sia sul digitale terrestre, sia su satellite. Doveva partire il 1° dicembre, ma per motivi burocratici è partita il 16.
Il 16 alle 19 in punto sono iniziate le trasmissioni con l’edizione del telegiornale di Sky TG24.
Dopo il TG hanno trasmesso il primo episodio di una vecchia serie TV: Jarod il Camaleonte e, in seguito, la replica di The Beach con Leonardo Di Caprio.
Una partenza che potrebbe far pensare a Cielo come a un canale in cui saranno trasmesse prevalentemente repliche. Eppure, la presentazione del palinsesto trasmessa dall’emittente in queste ore promette la messa in onda di serie TV mai apparse in televisione e di nuovi programmi.
Perché, allora, iniziare con un’edizione di TG e far seguire delle repliche di programmi e film già visti?
Le risposte possono essere molteplici. La scelta, pare evidente, è stata sicuramente ragionata e non lasciata al caso.
Si prova a dare qualche risposta frutto d…