giovedì 12 gennaio 2017

Diario di un esperimento su Facebook

Si sa che Facebook mostra sulla bacheca dei propri utenti i post in base all'uso che ognuno fa del social, assecondandone i gusti.
In altri termini, Facebook mostra a ogni iscritto quei post che, presumibilmente, gradisce vedere, in quanto o pubblicati dalle persone con cui interagisce maggiormente, o perché affini ad altri post che hanno ottenuto in precedenza il suo gradimento.
Facebook dà per scontato un uso coerente del mezzo e lo incoraggia.

Ma che succede se se ne fa un uso incoerente?
Ovvero, che succede se si mette un Like a un post di un utente e poi si chiede a Facebook di non mostrare più i post di quel medesimo utente?
Che succede se si sceglie di non seguire più tutti o quasi tutti i propri “amici”?
E come reagiranno i propri “amici” nel momento in cui si accorgono che non li si segue più?

6.01.17
  • Inizio a chiedere a Facebook di non seguire più molti dei miei amici. Facebook avverte che resterò comunque “amico” di quell’utente, ma i suoi post non verranno più visualizzati sulla mia bacheca.
  • Al momento ho 934 amici.
8.01.17
  • Mi accorgo che sulla mia bacheca appaiono post di persone che non ho tra gli amici: vengono pescati da Facebook in base ai dati del mio profilo: ad esempio, visualizzo post pubblicati dagli enti e istituzioni di Bergamo, in quanto risulta dal mio profilo che vivo a Bergamo e mi appaiono anche i post di Lady Gaga, in quanto, forse, ho da qualche parte scritto che mi piace…
  • Ho l’impressione che molti degli “amici” che ho scelto di non seguire più dalla app del mio smartphone, mi vengano comunque proposti nella bacheca quando mi collego dal Web.
  • Vengo colto da un senso di noia in quanto mi vengono proposti i post di persone con cui io non ho praticamente mai interagito pur essendo nell’elenco dei miei “amici” e che io neppure so chi siano. Ho la tentazione di interrompere l’esperimento, ma mi impongo di continuare per almeno un mese.
10.01.17
  • Siccome sui diversi device che uso mi vengono proposti i post di persone che ho già scelto di non seguire, sono quasi certo che per Facebook ogni device faccia storia a sé. La qual cosa avrebbe anche un senso: sullo smartphone potrei voler seguire colleghi di lavoro, mentre dal PC gli amici…
  • Oppure l’altra ipotesi che si fa strada è che Facebook non tenga in alcun conto delle mie richieste di non seguire più alcuni “amici”. 
  • Oppure potrebbe propormi i loro post perché un tempo mi piacevano. In tal caso, me li starebbe suggerendo come possibili “amici” da ri-seguire.
  • Il senso di noia si fa sempre più concreto, tanto che accedo sempre meno alla app che ho sullo smartphone.
  • Torna il desiderio di interrompere l’esperimento o di ridurlo a una sola settimana.

11.01.17
  • Mi accorgo di aver commesso un errore: non ho scritto i nomi degli “amici” che ho scelto di non seguire. Questo vuol dire che, avendo agito assolutamente a caso, per riportare tutto al punto di partenza mi ci vorrà molto tempo.
  • Smetto di “non seguire” altri utenti.
  • Ore 18.08: mi arriva via WhatsApp un messaggio da un caro amico che mi dice di andare subito sulla bacheca di Alessandro Rizzo perché potrebbe essere morto prematuramente. Purtroppo i nostri timori sono confermati. Da quel momento questo esperimento perde di significato, anche perché inizia un vero e proprio super-utilizzo di Facebook da parte mia che inizio a interagire con tante persone, sia che conosco personalmente (e che, presumibilmente avevo scelto di “non seguire” per questo esperimento), sia che neppure ho tra gli “amici”, ma che sono stati “amici” di Alessandro.
Conclusione
Se posso trarre delle conclusioni da quanto ho tentato di sperimentare, direi che, per me, “non seguire” le bacheche dei miei amici rende Facebook terribilmente noioso. 
Molto più noioso di quanto non sia di solito.

P.S. Continuo ad avere 934 amici.

Nessun commento:

Posta un commento