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Il contenuto vince su tutto

Nel 2012, nel post La morte del template, ragionavo sul perché, a mio avviso, l’era del template era finita e, tra le varie cose, affermavo che si stava andando verso la «supremazia della parte contenutistica/comunicativa a scapito di quella grafica/ornamentale». 

Oggi sono sempre più convinto che la parte contenutistica di un sito web abbia definitivamente vinto sulle altre, al punto da rendere inutile non solo il template, ma, sostanzialmente, anche la stessa homepage.

Ormai ai contenuti pubblicati sul web si arriva generalmente o tramite una ricerca su Google, o tramite un link postato su un social network, o tramite la lettura dei feed rss.
Come ho già detto in altri post, difficilmente oggi si naviga come si faceva anni fa, ovvero aprendo le varie homepage dei siti preferiti per leggervi le novità.
Ora si va direttamente al contenuto desiderato e, poi, si torna alla piattaforma da cui si gestisce la propria navigazione (il motore di ricerca, il social, il lettore di feed rss, la posta elettronica).

Sempre più spesso, poi, la navigazione avviene tramite dispositivi mobili a volte di ridotte dimensioni. Ciò fa sì che chi naviga non abbia alcuna voglia di guardare homepage il più delle volte pensate per essere visualizzate su grandi schermi e che, anche su quelli, risultano spesso inutili o, peggio, caotiche.

Se, dunque, ciò che interessa è il contenuto, va da sé che bisogna fare in modo di creare contenuti validi e che abbiamo una qualche utilità per chi li cerca.
Inoltre, tali contenuti, vanno descritti accuratamente sia tramite un titolo appropriato, sia tramite i tag (le etichette). Ciò consente di classificarli e renderli più facilmente ricercabili.

Infine, la diretta (e a volte frettolosa) consultazione del contenuto fa sì che anche i vari widget posizionati qua e là nella webpage diventino via via sempre meno importanti. Essi, infatti, spesso non vengono neppure caricati nella versione mobile del sito!
Ciò comporta che, se si desidera creare dei “collegamenti” tra il contenuto e quanto gli è in qualche modo affine, va fatto direttamente nel contenuto.

Oggi il contenuto postato in un sito è come un messaggio in bottiglia lanciato nell’oceano. Chi lo trova, non solo deve essere invogliato a guardarlo, ma deve anche chiedersi chi l’ha scritto e se vi sono altri messaggi simili che possano interessargli. E va aiutato a trovarli.




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